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I Cinque accordi di Don Miguel Ruiz e la pratica quotidiana


1° Accordo: Sii impeccabile con la parola.


Parla con integrità. Dì solo quello che intendi dire. Evita di usare la parola per parlare contro te stesso e per sparlare degli altri. Usa il potere della parola in direzione della verità e dell’amore.


“C’è chi scambia le cose che “sente” di dire con quelle che non andrebbero mai dette. Ci dimentichiamo spesso che le parole sono importanti!”. Purtroppo, le persone utilizzano la parola per “presa in giro”, anche avvalendosi della satira, del sarcasmo, e ciò ferisce (lo abbiamo visto tutti con la vignetta di Charlie Hebdo - 2017). Spesso, le persone, usano l’altro come loro “contenitore”: trasferiscono, involontariamente, il loro pensiero inconscio su l’altro, in modo da fargli credere che queste “qualità”, spesso negative, in realtà appartengano a l’altro e non di certo a loro. Quindi, il problema è l’altro! Coloro che lo fanno, non sanno affrontare, fronteggiare l’altro con calma e questo è l’unico mezzo che conoscono per “dire la loro”. Ma in realtà stanno “sparlando”. Talvolta, lo stesso modo di “utilizzare la parola” è usato anche verso se stessi. Purtroppo queste persone sono coloro che “non si danno valore”. Basterebbe solo che ci fosse più rispetto tra le persone e per se stessi. Che ognuno si prendesse la “responsabilità delle proprie parole” sia verso gli altri che verso se stessi.


2° Accordo: Non prendere nulla in modo personale.


Niente di ciò che fanno gli altri è a causa tua. Ciò che gli altri dicono e fanno è una protezione della loro realtà, del loro sogno. Se sei immune alle opinioni e alle azioni degli altri, non sarai vittima di un’infinita sofferenza.


Come si potrebbe affermare in termini del Neo-Funzionalismo, le persone “parlano con la voce dei loro disfunzionamenti”. Persone “assalite” dal proprio dolore che “parla” al posto loro. Perciò, se ci dovessimo rimanere male per tutte le cose negative che le persone ci “appioppano”, vuol dire che la stiamo prendendo sul personale. E questo è bene non farlo mai. Non prendiamo questa abitudine. Quello che ci viene detto di negativo non ci appartiene ma riguarda il “disfunzionamento” della persona. Ad esempio, se ci viene detto che parliamo con un tono di voce troppo alto, ma non è così, e questo ha creato disagio a tale persona, sicuramente quest’ultima avrà un problema nell’esprimersi e si sentirà sovrastata dagli altri quando tenta di farlo. Sono le persone che proiettano, involontariamente, la loro realtà su l’altro, trasferendogli il loro pensiero negativo, in modo da fargli credere di essere loro il problema. Perciò, per non essere vittima di un’infinita sofferenza, bisogna imparare a essere immuni da ciò che gli altri dicono o fanno.


3° Accordo: Non supporre nulla.


Trova il coraggio di fare domande e di esprimere ciò che vuoi realmente. Comunica con gli altri con la maggiore chiarezza possibile, per evitare fraintendimenti, amarezze, drammi. È sufficiente questo accordo per trasformare completamente la tua vita.


Chiedere non è un segno di debolezza ma, appoggiare un po’ delle nostre fatiche, delle nostre incertezze, delle nostre sofferenze sull’altro. Sobbarcarsi di infinite responsabilità, tenerci le nostre incertezze e sofferenze che ne conseguono, poiché ci convinciamo di cose erronee che talvolta ci fanno credere gli altri, ci reca sentimenti e pensieri negativi. Quindi è importante avere il coraggio di chiedere, esprimere in modo chiaro, trasparente, tutte le nostre domande e tutto ciò che vogliamo far sapere all’altro, per sciogliere ogni forma di dubbio. Se si fa’ una domanda chiara, trasparente, anche la risposta sarà tale, priva di ogni fraintendimento, delusione. Se si esprime ciò che si vuole realmente, allora arriverà esattamente quello che abbiamo chiesto. Ciò ci renderà liberi di esprimerci ed essere noi stessi, senza dover essere schiavi delle opinioni altrui. Se sentiamo di “nasconderci” da ciò che vogliamo esprimere o fare, allora stiamo supponendo! E dalla supposizione, il passo di prendercela in modo personale è breve. Portiamo positività nella nostra vita, solo così possiamo vivere in modo “vero”.


4° Accordo: Fai sempre del tuo meglio.


Il tuo meglio cambia di momento in momento, è diverso se sei malato o se sei in salute. In qualunque circostanza, fai semplicemente del tuo meglio ed eviterai i giudizi su te stesso, l’abuso di te stesso e il rimpianto.


Sii consapevole di “avere un valore” sia per ciò che fai e sia per ciò che sei. Se ne sei consapevole sicuramente starai facendo del tuo meglio. Non recriminarti mai nulla, perché se si fa’ del nostro meglio in qualunque momento, in qualunque circostanza, non c’è motivo di avere opinioni erronee su noi stessi, come ad esempio quella di “non essere all’altezza” o credere alle opinioni erronee che gli altri ci hanno fatto credere, ad esempio, che “non siamo facendo il nostro meglio” e avere poi il rimpianto di non aver mai fatto per paura delle nostre opinioni erronee “di non farcela” o delle opinioni erronee  che gli altri ci hanno fatto credere, come ad esempio, che non stiamo facendo il nostro meglio. Fai del tuo meglio solo quando hai la consapevolezza di questo valore! Andare avanti per la propria strada permette di non soccombere in questo meccanismo negativo. Credere di “avere valore”, ci preserverà e non ci allontanerà dalla strada per perseguire il nostro meglio. Rispettiamo quindi noi stessi! E’ importante sentirci fieri di noi. Orgogliosi di quello che siamo. Se non supporrai nulla, potrai sicuramente fare del tuo meglio!


5° Accordo: Sii scettico, ma impara ad ascoltare.


Non credere a te stesso e a nessun altro. Usa il potere del dubbio per esaminare tutto ciò che senti. È davvero la realtà? Ascolta le intenzioni dietro le parole e comprenderai il vero messaggio.


Impariamo a “dare credito” alla realtà dei fatti. Quello che crediamo su noi stessi, le nostre opinioni erronee, potrebbero essere inquinate dallo scarso valore che diamo a noi stessi, quello che credono gli altri di noi, le opinioni erronee degli altri, potrebbero essere frutto delle loro negatività nei nostri confronti, del loro “usarci come contenuto”, proiettando, involontariamente, la loro realtà su di noi, trasferendoci il loro pensiero negativo, in modo da farci credere di essere il problema. E se finiamo per crederci anche noi cominceremo a dare sempre meno valore a noi stessi. Il passo per “cadere nel pozzo nero” è breve. Ecco perché dobbiamo essere consapevoli del “nostro valore”. Sono importanti le intenzioni prima delle parole. Se sono positive rispecchiano la realtà, ma se sono negative non rispecchiano la realtà. E allora perché si dovrebbe credere all’irreale? Rispettiamoci! Se stiamo bene con noi stessi vivremo senz’altro la nostra vita in maniera più serena, liberi dalle negatività che gli altri ci “faranno cadere addosso”. Sii fiero di quello che fai e che sei. Sempre! Questa è la strada verso la felicità.